La mia Storia

l’adolescenza in Comunità

Filippo Ginevra

Il termine Adolescenza deriva dal latino adolescentia, a sua volta participio presente del verbo adolescere, che significa “crescere” o “avvicinarsi alla maturità”. Dalla stessa radice deriva anche il participio passato adultus (adulto).

COMPITI DI SVILUPPO che l’adolescente deve affrontare:

  • Separazione-Individuazione → percepersi una persona autonoma, unica e separata dal contesto famigliare

  • Corpo sessuato → tramite processo di Mentalizazione, l’adolescente acquisisce consapevolezza di genere constatando che il proprio corpo sta cambiando e diventa sessuato.

  • Gruppo di Pari → spinta sociale verso l’esterno , verso i coetanei , allontanandosi dalle figure di accudimento. Ciò comporta anche adeguarsi, adattarsi al gruppo, dare importanza ai pensieri dei pari e a cosa pensano di me,

  • Costruzione Identità → momento di crisi da cui scaturiscono le domande : chi sono? Cosa mi piace e cosa no? Cosa voglio? Dove voglio andare?

Al tema dell’Adolescenza, si aggiunge un’altra carettirstica fondamentale, ovvero la FRAGILITA’.

Da precisare il fatto che la Fragilità non è intesa come una mancanza bensì una caratteristica distintiva dell’individuo, nonché potenziale risorsa relazionale. È l’elemento che genera buoni propositi , come Bellezza, Delicatezza e Cura. Essere fragili o con fragilità non vuol dire essere in difetto ma indica una condizione di unicità , di rarità e delicatezza che genera Bellezza. La Fragilità può generare “la cura verso l’altro”, essere delicati verso la persona.

Il ruolo dell’educatore?

Il bambino all’inizio predilige con l’adulto una tipologia relazionale caratterizzata da un Dialogo di Confidenza, il bambino che si racconta e racconta cosa succede, e un Dialogo di Convincimento, ovvero l’adulto che spiega la realtà al bambino e quest’ultimo si affida completamente.

Quando il bambino inizia a cambiare e arriva l’adolescenza, cambiano i ruoli e la tipologia di relazione , di conseguenza anche il modo di comunicare. Si passa ad un Dialogo di Responsabilizzazione, ove l’adulto accompagna il ragazzo alla responsabilità , attraverso l’ Arte delle domande, stimolando il ragazzo a porsi domande di senso ed evitando di fornire risposte. L’adulto non deve sostituirsi al ragazzo: quest’ultimo deve essere protagonista dell’intero processo mentre l’adulto deve essere una figura che lo accompagna nella ricerca.

Dunque , le principali finalità del nostro lavoro sono: Educare alla Responsabilità, Educare alla Creatività, Educare alla Decisionalità.

EDUCOURA ALLA RESPONSABILITA’: l’esperienza comunitaria rappresenta per gli ospiti una parentesi di vita in cui conoscere se stessi anche attraverso l’impegno a prendersi cura di sé, degli altri, del tempo e dello spazio che abitano. Il compito dell’educatore nella quotidinaità è stimolare domande di senso negli ospiti: gli ambienti e i momenti della giornata sono organizzati in modo da obbligare i ragazzi a compiere delle scelte.

EDUCARE ALLA CREATIVITA’: occorre prima essere creativi e la base per essere creativi risiede nella capacità di considerare elementi già noti in modo nuovo, di riconfigurare il presente in un modo inatteso. Ciò significa coltivare un atteggiamento attento e curioso verso il mondo esterno. Allenare i ragazzi a essere ricettivi e pronti a cogliere le mille sfumature della realtà. Educare alla creatività significa stimolare la curiosità, l’attesa e la capacità di stupirsi, imparare a essere aperti alle novità che si possono cogliere grazie a uno sguardo attento sul mondo.

EDUCARE ALLA DECISIONALITA’: La personalità di ciascun soggetto si configura a partire dalle scelte che si compiono, dalle decisioni di orientarsi verso un determinato valore. Ogni decisione contribuisce a formare la persona. Compito dell’educatore è fornire contesti in cui il ragazzo si sperimenta attraverso la scelta.

Il contesto del Minore Straniero Non Accompagnato presenta ulteriori tratti caratteristici e sfide:

  • Adultizzazione –> processo mediante il quale il bambino è costretto a crescere in fretta, “saltando alcune tappe evolutive” per diventare il prima possibile adulto e adempiere ai doveri che questo status comporta; molto spesso a causa di contesti di povertà e/o aspetti culturali differenti.

  • il Viaggio → viaggi lunghi e pericolosi in età pre e adolescenziale , spesso fonti di traumi fisici o psicologici;

  • la Famiglia d’origine → specchio della società del ragazzo , nonché luogo di appartenenza e di attaccamento; luogo d’origine e nostalgico ; radici dalle quali proviene e verso cui tende, poiché unica certezze soprattutto quando si trova ad affrontare un territorio sconosciuto.

  • essere Straniero in terra straniera → sentirsi diverso; non appartenere e/o non condividere la cultura della societa in cui si trova; potenziale fonte di condivsione o di divisione quando si incontrano religioni, storie, modi di vivere differenti.